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	<title>paolaiezzi.com &#124; box for creativity &#124; a free &#34;blog&#34; place by paola iezzi &#187; events &amp; party</title>
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	<description>Paola iezzi è conosciuta per essere “la mora” del duo di sorelle cantanti e produttrici Paola&#38;Chiara. Da sempre grande appassionata di arti visive in generale ed in particolare al connubio tra arte visiva e moda, che ha sempre costantemente affiancato al suo ruolo di artista musicale. Da queste passioni e da queste esperienze nasce “paolaiezzi.com – box for creatitvity”; un luogo dove trovano spazio progetti creativi di arte, fotografia, moda, musica, design, web ed altro. &#124; Paola Iezzi is known for being the &#34;darked haired sister&#34; of the singing duo and producers of Paola&#38;Chiara. She has always been very passionate about the visual arts in general, and in particolar the ties between visual art and fashion, that has always played its part as a musical artist. From this passion and experience is born &#34;paolaiezzi.com-box for creativity&#34;; a place where you can find space for creative art, photography, fashion, music, design, web and other projects.</description>
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		<title>Les Femmes di Yvo Bisignano</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Dec 2009 22:26:42 +0000</pubDate>
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Siamo sotto Natale.
Una mostra d&#8217;arte è l&#8217;occasione per incontrare un po&#8217; di amici prima del 25 dicembre 2009. Manco a farlo apposta a due passi da casa (in p.zza Cantore) Ivo espone le sue &#8220;Femmes&#8221;. Conosco Ivo da poco più di un anno e mezzo. Siamo amici, ma abbiamo anche collaborato spesso e volentieri su vari [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-medium wp-image-792 alignleft" title="IMG_9910" src="http://www.paolaiezzi.com/wp-content/uploads/2009/12/IMG_9910-296x300.jpg" alt="IMG_9910" width="296" height="300" /><br />
Siamo sotto Natale.<br />
Una mostra d&#8217;arte è l&#8217;occasione per incontrare un po&#8217; di amici prima del 25 dicembre 2009. Manco a farlo apposta a due passi da casa (in p.zza Cantore) Ivo espone le sue &#8220;Femmes&#8221;. Conosco Ivo da poco più di un anno e mezzo. Siamo amici, ma abbiamo anche collaborato spesso e volentieri su vari progetti, non ultimo <a href="http://www.youtube.com/watch?v=ptdPYtSQLvc" target="_blank">il mio videoclip &#8220;Alone&#8221;</a> e devo dirlo, sono una sua grande &#8220;fan&#8221; perchè è un artista. E io amo gli artisti puri e lui lo è. Puro e Artista.<img class="size-medium wp-image-767 alignright" title="yvojpg" src="http://www.paolaiezzi.com/wp-content/uploads/2009/12/yvojpg-191x300.jpg" alt="yvojpg" width="170" height="250" /> Ha un concetto della bellezza distante, altero, severo, elegante, ma al tempo stesso cattivo e anche&#8230; si, divertente!<br />
Lo stile delle &#8220;Femmes&#8221; è naturalmente impeccabile, amabilmente snob, non per acquisizione, ma per natura. Stanno fra loro, oppure sole per sempre. Hanno occhi trasparenti, come acque marine, come nelle fotografie di Lindbergh, hanno colli lunghi come dei Modigliani e sono colorate, coloratissime. I colori sono decisi, netti, ma accostati fra loro con gusto e sapienza. Le fogge degli abiti  dei capelli e, a volte dei cappelLi, variano, dagli anni &#8216;30 agli anni &#8216;50 ai fine &#8216;70. Ma, mentre il colore degli occhi resta invariabilmente azzurro chiarissimo, il colore dei capelli diventa rosa, rosso, verde, violetto, arancio. Le pose di una sofisticata ricercatezza&#8230; le vediamo frontali, a tre quarti, di profilo, con il capo leggermente reclinato. In alcune di loro leggi la noia, in altre la malizia, in altre ancora una sorta di sorriso appena accennato, quasi di circostanza, aristocratico, arcaico come un &#8220;kouros di melos&#8221;.<br />
Le femmes sono un trionfo di colori e di espressività. Di vita. &#8220;Le femmes&#8221; ci osservano, ci guardano brindare nei loro completi eleganti, con le gote rosate e le labbra rosse e burgundy, con le loro cloches e le collane di pietre dure  tanto che, di tanto in tanto, guardandomi intorno, mi pare abbiano quasi un&#8217;aristocratica compassione per questi esseri umani che cercano disperatamente di dare un senso al tempo, all&#8217;amore e alle sommosse nelle piazze.<br />
Grazie Ivo, Buon Natale.</p>
<p>Paola Iezzi</p>
<p><strong>LES FEMMES</strong></p>
<p>&#8220;Donne tristi, malinconiche, cocteauiane, sempre perfette anche in gruppo ma ovviamente sole, dove la solitudine da sfogo alla loro creatività di essere uniche, irrangiungibili, nel loro modo di apparire, nei loro confronti e nei confronti di una società che non le rappresenta.&#8221;<br />
Yvo Bisignano</p>
<p>Olio su tela, olio su legno, colori decisi netti, pennellate violenti poco inclini alle sfumature.</p>
<p>IVO BISIGNANO. Siciliano di nascita, studia e consegue la Laurea in architettura a Berlino, poi il Master.<br />
Talento poliedrico lavora in diversi ambiti dell&#8217;industria della moda; Ivo è un illustratore per Conde Nast, per Rizzoli e per Mondadori. Allo stesso tempo è stylist e consulente moda, partecipando a numerosi progetti artistici in giro per il mondo.</p>
<p><strong>Esposizione presso il &#8220;Vavamoom&#8221; di Piazzale Antonio Cantore, 3 a Milano. Fino al 6 Gennaio 2010.</strong></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-781" title="yvo" src="http://www.paolaiezzi.com/wp-content/uploads/2009/12/yvo.jpg" alt="yvo" width="694" height="982" /><em>Qui sopra l&#8217;interno del Vavavoom di Piazza Cantore, sotto da sinistra Filippo Maria Biraghi  di Flamboyant, Yvo Bisignano e me.</em></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-786" title="yvo2" src="http://www.paolaiezzi.com/wp-content/uploads/2009/12/yvo2.jpg" alt="yvo2" width="694" height="982" /><em>Qui sopra Andrea Boschetti di Flamboyant con me, di fianco ancora io e Filippo; anche Ivo fa parte del gruppo di Flamboyant Magazine. Il mio abito e il mio cappotto sono di Francesco Scognamiglio</em></p>
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		<title>GloriaMaria Gallery opening</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Dec 2009 20:09:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paola iezzi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
A Milano, in Via Watt al 32, nasce un nuovo spazio dedicato all’arte: GLORIAMARIA GALLERY, fondata da Gloria Maria Cappelletti.
Gloria, da sempre vicina al mondo dell’arte, dopo aver lavorato per molti anni nell’industria della moda e per diverso tempo come agente di fotografi, decide di dedicarsi completamente a questa sua nuova impresa.
La Galleria viene inaugurata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="http://www.gloriamariagallery.org/" href="http://www.gloriamariagallery.org/" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-694" title="gloria" src="http://www.paolaiezzi.com/wp-content/uploads/2009/12/gloria.jpg" alt="gloria" width="240" height="275" /></a><br />
A Milano, in Via Watt al 32, nasce un nuovo spazio dedicato all’arte: <a href="http://www.gloriamariagallery.org/" target="_blank">GLORIAMARIA GALLERY</a>, fondata da Gloria Maria Cappelletti.<br />
Gloria, da sempre vicina al mondo dell’arte, dopo aver lavorato per molti anni nell’industria della moda e per diverso tempo come agente di fotografi, decide di dedicarsi completamente a questa sua nuova impresa.<br />
La Galleria viene inaugurata Giovedì 3 dicembre con la mostra “THE PYRATE BAY” dell’artista greco <a href="http://www.manetas.com/" target="_blank">Miltos Manetas</a>, da anni amico di Gloria Cappelletti. La mostra è curata da Daniela Palazzoli.<br />
Si tratta di alcuni quadri ad olio raffiguranti tutti lo stesso soggetto, ovvero un galeone pirata. All’interno del quadro Miltos Manetas ha inserito un hard disk con un uscita USB; chiunque portando il proprio laptop può connettersi e scaricare contenuti multimediali che appartengono all’artista e alla sua vita; come i suoi dischi preferiti, i film, le foto ed altro.<br />
Il concetto alla base della mostra è il &#8220;<a href="http://piracymanifesto.tumblr.com/" target="_blank">Piracy Manifesto</a>&#8220;, che tratta il tema di internet e della pirateria.<br />
A proposito di internet vi linko anche un altro &#8220;<a href="http://www.internet-manifesto.org/" target="_blank">Internet Manifesto</a>&#8220;, scritto da alcuni blogger tedeschi che riguarda il ruolo del giornalismo sulla rete.<br />
Il tema è molto interessante e sicuramente molto attuale. Merita attenzione ed approfondimento. Tutti noi dovremmo sempre più confrontarci con la rete e con il suo sistema. Nel mio settore in particolare, temi come quello del copyright, della condivisione della musica e dei videoclip, saranno cruciali per l&#8217;evoluzione e la sopravvivenza degli artisti e della musica.<br />
E&#8217; tutto e sarà tutto molto veloce, per questo credo sia molto importante restare aggiornati e pronti ai cambiamenti.</p>
<p><img class="size-full wp-image-703 aligncenter" title="gloriagallery" src="http://www.paolaiezzi.com/wp-content/uploads/2009/12/gloriagallery.jpg" alt="gloriagallery" width="695" height="741" /><em>In alto a sinistra l&#8217;ingresso della galleria, a destra Gloria Cappelletti, Alice Gentilucci, io e Marcelo Burlon. Sotto le opere di Miltos Manetas esposte alla mostra.</em></p>
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		<title>Hallowood Circus Party 2009 &#8211; Milano</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 15:09:30 +0000</pubDate>
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Milano, 31 Ottobre, Halloween. Tutti al meraviglioso party di Giampaolo Sgura, Miguel Marnau e Marco Braga. Il tema&#8230;udite udite… è IL CIRCO… e quindi… libero sfogo alla fantasia. Perché il circo non è niente altro se non la materializzazione del sogno, dell’onirico. E’ l’ambiente dei visionari, dei poeti, degli acrobati, dei romantici.Di coloro che vivono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-483" title="hallowood5" src="http://www.paolaiezzi.com/wp-content/uploads/2009/11/hallowood5.jpg" alt="hallowood5" width="694" height="105" /><br />
Milano, 31 Ottobre, Halloween. Tutti al meraviglioso party di Giampaolo Sgura, Miguel Marnau e Marco Braga. Il tema&#8230;udite udite… è IL CIRCO… e quindi… libero sfogo alla fantasia. Perché il circo non è niente altro se non la materializzazione del sogno, dell’onirico. E’ l’ambiente dei visionari, dei poeti, degli acrobati, dei romantici.<img class="alignright size-medium wp-image-598" title="hallowood2" src="http://www.paolaiezzi.com/wp-content/uploads/2009/11/hallowood2-221x300.jpg" alt="hallowood2" width="221" height="300" /><img class="alignleft size-medium wp-image-597" title="hallowood3" src="http://www.paolaiezzi.com/wp-content/uploads/2009/11/hallowood3-221x300.jpg" alt="hallowood3" width="221" height="300" />Di coloro che vivono la vita sospesa a mezz’aria tra ciò che è reale e ciò che puoi solo sognare, esattamente come fa un trapezista, esattamente come un equilibrista, come “l’uomo che cammina sui pezzi di vetro” o “la donna cannone”, come il domatore di leoni, o la ballerina, il sollevatore di pesi, come gli animali agghindati con berretti, accessori e paramenti (e dunque sogno anche loro) o come il tiratore di coltelli e la sua bellissima donna come tirassegno vivente,come il presentatore o i clown, i pierrot, come i nani che, esclusi da una  società che non accetta la diversità, diventano speciali nel senso più alto del termine, e trovano il loro senso nell’espressione artistica che il circo rappresenta.<br />
Tutto l’ideale, tutto l’impossibile e dunque… ”Venghino siorre e siorri, venghino al zircoooo!” in un turbinare di crinoline, maschere, parrucche,carte da gioco, evoluzioni, pop corn, barboncini  giganti su pattini a rotelle, majorettes, donne barbute, uomini sui trampoli,musica, un po’ di assenzio e polvere di stelle, ecco materializzarsi a Milano, in via Mecenate, la rutilante meraviglia di “Hallowood”, il circo di un anno, il 2009, che finalmente termina. Un anno di crisi, di sofferenze, di cataclismi e di… sottrazione. E naturalmente e, come sempre, la sottrazione aumenta il desiderio del sogno e  riavvicina  quest’ultimo agli uomini. Lo rende quasi tangibile, così, la fantasia, un po’ ottenebrata, messa da parte, quasi snobbata, immancabilmente si riaccende più viva che mai.<br />
Perché il circo è in tutti noi. Il circo non si dimentica.<br />
Questo siamo stati il 31 ottobre ad Hallowood il “non luogo” del “tutto possibile” <img src='http://www.paolaiezzi.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p style="text-align: right;"><em>Il mio make-up è opera di Letizia Maestri, lo styling di Ivo Bisignano;<br />
le foto sono prese da Facebook</em></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-660" title="hallowood15" src="http://www.paolaiezzi.com/wp-content/uploads/2009/11/hallowood15.jpg" alt="hallowood15" width="330" height="450" /><img class="alignright size-full wp-image-610" title="hallowood1" src="http://www.paolaiezzi.com/wp-content/uploads/2009/11/hallowood1.jpg" alt="hallowood1" width="330" height="450" /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-611" title="hallowood9" src="http://www.paolaiezzi.com/wp-content/uploads/2009/11/hallowood9.jpg" alt="hallowood9" width="330" height="450" /><img class="alignright size-full wp-image-666" title="hallowood13" src="http://www.paolaiezzi.com/wp-content/uploads/2009/11/hallowood13.jpg" alt="hallowood13" width="330" height="450" /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-606" title="hallowood7" src="http://www.paolaiezzi.com/wp-content/uploads/2009/11/hallowood7.jpg" alt="hallowood7" width="330" height="450" /><br />
<img class="alignright size-full wp-image-614" title="hallowood5" src="http://www.paolaiezzi.com/wp-content/uploads/2009/11/hallowood51.jpg" alt="hallowood5" width="330" height="450" /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-612" title="hallowood10" src="http://www.paolaiezzi.com/wp-content/uploads/2009/11/hallowood10.jpg" alt="hallowood10" width="694" height="450" /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-613" title="hallowood4" src="http://www.paolaiezzi.com/wp-content/uploads/2009/11/hallowood4.jpg" alt="hallowood4" width="330" height="450" /><img class="alignright size-full wp-image-607" title="hallowood8" src="http://www.paolaiezzi.com/wp-content/uploads/2009/11/hallowood8.jpg" alt="hallowood8" width="330" height="450" /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-624" title="hallowood14" src="http://www.paolaiezzi.com/wp-content/uploads/2009/11/hallowood14.jpg" alt="hallowood14" width="330" height="450" /><br />
<img class="alignright size-full wp-image-625" title="hallowood12" src="http://www.paolaiezzi.com/wp-content/uploads/2009/11/hallowood12.jpg" alt="hallowood12" width="330" height="450" /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-615" title="hallowood6" src="http://www.paolaiezzi.com/wp-content/uploads/2009/11/hallowood6.jpg" alt="hallowood6" width="330" height="450" /><br />
<img class="alignright size-full wp-image-621" title="hallowood11" src="http://www.paolaiezzi.com/wp-content/uploads/2009/11/hallowood11.jpg" alt="hallowood11" width="330" height="450" /></p>
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		<title>Thomas Bayrle Exhibitions &#8211; Cardi Black Box &#8211; Milano</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Nov 2009 17:29:00 +0000</pubDate>
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Milano, Cardi Black Box in  Corso di P.ta Nuova al 38; inaugurazione della mostra di Thomas Bayrly.
“Nasce a Berlino nel 1937, vive e lavora a Francoforte. Thomas Bayrle è stato uno dei fondatori del movimento pop in Germania insieme a Sigmar Polke e Gerhard Richter, ed ha influenzato la scuola di Francoforte sia come artista che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-458" title="bayrle0" src="http://www.paolaiezzi.com/wp-content/uploads/2009/10/bayrle0-209x300.jpg" alt="bayrle0" width="209" height="280" /><img class="alignright size-full wp-image-516" title="bayrle5" src="http://www.paolaiezzi.com/wp-content/uploads/2009/11/bayrle5.jpg" alt="bayrle5" width="128" height="400" /><br />
Milano, <a href="http://www.cardiblackbox.com/" target="_blank">Cardi Black Box</a> in  Corso di P.ta Nuova al 38; inaugurazione della mostra di Thomas Bayrly.<br />
“Nasce a Berlino nel 1937, vive e lavora a Francoforte. Thomas Bayrle è stato uno dei fondatori del movimento pop in Germania insieme a Sigmar Polke e Gerhard Richter, ed ha influenzato la scuola di Francoforte sia come artista che come insegnante per più di trent’anni.<br />
Il lavoro di Bayrle in printmaking, collage fotografico e disegno è stato chiamato “Piranesi-esque” con i suoi complessi, micro/macro patterning che generano quasi una sineddoche visuale: figura retorica dove per indicare l’intero si nomina una sua parte o viceversa. Aree diverse della conoscenza, in senso lato, come la nanotecnologia, la cibernetica, la pornografia, l’urbanistica e la pubblicità offrono le fondamenta, l’impulso e la materia prima della pratica di Bayrle. Attraverso le relazioni di punto e griglia o cella e condotto, l’artista crea sovrastrutture illustrate che analizzano le strutture sociali che noi occupiamo. Bayrle costruisce immagini architettoniche, tecnicamente innovative che perturbano la percezione attraverso il loro iconoclastico uso di forme. Oltre ai suoi lavori a due dimensioni, l’artista produce anche sculture: modellini di cartone di piste per moto che suggeriscono un qualche genere di sovrastruttura d’ecologie urbane” (fonte WikiARTpediA)<br />
Arrivo alle 20.00 circa. La galleria è strapiena di gente tanto che pare più l’attesa di un concerto. Positivo. Si respira un’aria internazionale e l’arte interessa e non annoia. Incrocio il mitico Elio Fiorucci immediatamente all’ingresso e, dopo qualche foto di rito, mi addentro per dare un occhio alle opere, che sono belle e curiose. Per vedere il soggetto “esterno” (diciamo così) ti devi allontanare sufficientemente, per vedere quello “interno” (riprodotto in serie ordinata per comporre l’opera) devi avvicinarti parecchio. <img class="alignleft size-medium wp-image-462" title="bayrle4" src="http://www.paolaiezzi.com/wp-content/uploads/2009/10/bayrle4-253x300.jpg" alt="bayrle4" width="253" height="300" /> Per di più ci sono i colori, pop, acidi, fluo&#8230; molto 60’s. I micro soggetti sono tazzine, bottiglie, la mucca (o il toro) con gli orecchini che ride, un microprofilo di donna, un telefono, una camicia piegata, un paio di scarpe maschili. I macro soggetti sono ritratti, una bottiglia, scritte, una donna stesa che prende il sole a rimini (dice la didascalia) , un’operaia che lavora il cotone, un martello, un’oca. Oltre ai quadri c’è uno stand pieno di impermeabili di plastica trasparente stampata e poi un impermeabilone gigantesco appeso al soffitto di colore rosso (sempre trasparente di plastica). Divertente, concettuale, dinamico, poetico Bayrle e…immancabilmente Pop. Al piano di sopra i temi predominanti sono l’urbanistica e l&#8217;eros.  Da una parte (con piccoli e grandi quadri fatti con strisce di cartoncino e intersecate, come se fossero delle trame di tessuto ingrandite al microscopio) raffigurati città, strade e palazzi&#8230; Dall’altra parte della stanza, invece, predomina il tema dell’eros; quello che ha maggiormente attratto la mia attenzione, è una fellatio che ha (come soggetto interno) un micro fallo riprodotto innumerevoli volte.<img class="alignright size-medium wp-image-459" title="bayrle1" src="http://www.paolaiezzi.com/wp-content/uploads/2009/10/bayrle1-212x300.jpg" alt="bayrle1" width="212" height="280" />Il sesso,  ha sempre un potere di attrazione notevole, è evidente nel volto di chi osserva.Ma chissà come mai!!! Presente nella sala anche un ritratto doppio piuttosto grande (a colori e in bianco e nero) di Condoleezza Rice, sempre fatto con la medesima tecnica di strisce di cartoncino, che mi ha colpito molto.<br />
Mi colpisce anche il volto di una donna messa a tre quarti con uno chignon di capelli  basso, praticamente identico a quello che io ho fatto questa sera. Per altro mi sento perfettamente a mio agio nel mio look Westwood, anche per la scelta dei colori e la fantasia a righe del mio top. Perfettamente inserita nel contesto circostante… mi piace questo elemento!!!<br />
Ariscendo al piano di sotto e mi sparo l’unico drink che viene offerto, credo vodka, ma lo bevo appena. E saluto un po’ di amici… ammirando da lontano LIEBE BUTTER. Saluto finalmente anche Nicolò Cardi e mi complimento con lui per la mostra veramente bella; poi discutiamo dell’articolo uscito quella mattina sul Corriere della Sera: assurdo… “il vicinato della Cardi Black Box si lamenterebbe del chiasso causato dagli eventi della Galleria, e l&#8217;avrebbe per questo denunciata”. Mio Dio, ora, oltre ai concerti, alla movida notturna, manco più le mostre d’arte vanno bene a Milano?!?  E poi… sono le 8 della sera!!! Che disperazione questa città! Spero che non si trasferiscano tutti a New York, a Londra e a Parigi, condannando Milano ad un futuro grigio, triste e completamente privo di creatività! Ma perché, dico io, invece di lamentarsi non si infilano qualcosa e non scendono a vedersi un po’ di bei quadri… certamente gli farebbe un gran bene!</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-527" title="bayrle3" src="http://www.paolaiezzi.com/wp-content/uploads/2009/11/bayrle31.jpg" alt="bayrle3" width="694" height="1097" /></p>
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		<title>Frieze Art Fair 2009 &#8211; London</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Oct 2009 12:55:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paola iezzi</dc:creator>
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Ancora Londra, Sabato 17 Ottobre. Le previsioni annunciavano sole, invece il cielo è plumbeo e il freddo, aperte le finestre della mia stanza, è penetrante. Per svegliarsi è perfetto. Oggi  mi devo incontrare con Gilla per andare a vedere il Frieze Art Show che volge alla  sua conclusione.
Faccio una volata dal parrucchiere, il mitico Russel, e poi un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-medium wp-image-311" title="biglietto frieze" src="http://www.paolaiezzi.com/wp-content/uploads/2009/10/biglietto-frieze-300x169.jpg" alt="biglietto frieze" width="250" height="130" /><br />
Ancora Londra, Sabato 17 Ottobre. Le previsioni annunciavano sole, invece il cielo è plumbeo e il freddo, aperte le finestre della mia stanza, è penetrante. Per svegliarsi è perfetto. Oggi  mi devo incontrare con Gilla per andare a vedere il Frieze Art Show che volge alla  sua conclusione.<br />
Faccio una volata dal parrucchiere, il mitico Russel, e poi un salto a Portobello Market, dove tra la fiumana di gente e l’odore insopportabile di fritto e cibarie, adocchio su un banchetto, tipo gazza ladra, un meraviglioso paio di orecchini a clip vintage di Givenchy per la modica cifra di 5 £! Senza riflettere neppure per un secondo, naturalmente li compro. Poi, con la tube, torno in albergo e mi preparo.<br />
L’appuntamento è alle 15.00 davanti all’ingresso principale di <a href="http://www.friezeartfair.com/" target="_blank">Frieze</a> a Regent’s Park. Oggi a Londra c’è un traffico infernale ed è difficile trovare un tassì. Ma lo troviamo e in un minuto siamo diretti a Frieze!<br />
Dopo un’iniziale misunderstanding seguito da telefonate del tipo “io sono qui, tu dove sei? “ “Hai presente l’ingresso ad arco tutto in legno pieno di lampadine” e roba del genere io e Gilla riusciamo a venirne a capo! Entriamo finalmente alla fiera. C’è parecchia gente. Le gallerie che espongono sono molte, tra le quali spicca la più rappresentativa e simbolica del Frieze Art Fair, la “<a href="http://www.whitecube.com/" target="_blank">White Cube</a>” che ha al suo interno artisti come Damien Hirst, Marc Quinn (del quale vidi parecchi anni fa una personale alla fondazione Prada a Milano), Gilbert&amp;George, Gary Hume e altri. Gilla mi porta subito lì. Ammiro alcune opere di Hirst che hanno sempre quel gusto obitoriale, da sala operatoria (peraltro in Bond Street c&#8217;erano i suoi famosi &#8220;teschi&#8221; in esposizione). C’è una teca piuttosto grande, dove si possono ammirare un sacco ferri per operazioni chirurgiche. La visione dell’opera di Hirst genera inquietudine e brivido insieme. Il suo lavoro sembra la rappresentazione artistica di un assassino seriale. Un odierno Jack The Ripper, Hannibal the Cannibal…<br />
<img class="alignleft size-medium wp-image-414" title="garyhume1" src="http://www.paolaiezzi.com/wp-content/uploads/2009/10/garyhume1-300x300.jpg" alt="garyhume1" width="300" height="300" />Vengo poi immancabilmente attratta da un’opera di Gary Hume che rappresenta il volto di Jackson completamente bianco, inserito in una circonferenza, gli occhi sono asimmetrici e colorati d’ocra all’interno. La bocca rossa. L’opera è bellissima. Costa anche parecchio! Gilla mi ha spiegato che qui le trattative più grosse, con i compratori d’arte, si sono praticamente già concluse&#8230; Chi doveva comprare lo ha già fatto, anche se pare che un tasso alcoolico troppo elevato dovuto ad una distribuzione troppo generosa dei cockail, durante la vera giornata degli affari (la prima) non ha giocato a favore…  infatti i calzini della Puma sono rimasti lì, per terra, ancora in vendita! Strano a raccontarsi, e ancor più a vedersi, ma un artista, del quale, guarda caso,  mi sfugge il nome, ha presentato, come opera, un paio di (credo suoi) calzini usati, neri di Puma, buttati con noncuranza  per terra. Qualcuno, distrattamente ci ha anche camminato sopra non accorgendosi di calpestare una reliquia. Si, una reliquia del valore di ben 25.000 sterline. Provocazione da artista? Fatto sta che neppure l’eccessiva offerta di cocktail di benvenuto ne ha favorito l’acquisto e… te credo!<br />
Per fortuna che, oltre ai calzini e un paio di sacchetti contenenti urine e delle piccole noci di cocco dentro in una teca di vetro, c’erano opere ed artisti interessanti. Alcuni neonisti molto bravi. Una foto (splendida e spettacolare) di Andreas Gursky  che ritrae un momento di una giornata all’interno della borsa saudita.<img class="alignright size-medium wp-image-411" title="andreagursky" src="http://www.paolaiezzi.com/wp-content/uploads/2009/10/andreagursky-219x300.jpg" alt="andreagursky" width="219" height="300" /><br />
Gilla poi mi mostra un’opera di Richard Long spiegandomi che Long è un fotografo e uno scultore inglese che sviluppa la sua arte in relazione all’ambiente circostante e che riguarda per lo più contesti paesaggistici e naturali. “ L’intento di Long è quello di accreditare la relazione tra l’uomo e l’ambiente come “fatto” creativo per eccellenza, intimo e primitivo, privo di ingombranti implicazioni volontaristiche e di ridondanti mediazioni artificiali”. Per questo si serve spesso di materiali (ad esempio fanghi) che trova nei diversi luoghi, durante le sue escursioni.<br />
Mi è rimasta poi impressa un’opera di Ivan Navarro, artista cileno che realizza delle complesse sculture luminose. E’ stato uno dei primi ad utilizzare il neon come materia artistica. Navarro sviluppa il concetto di conversione dell’energia costruendo istallazioni con materiale di uso comune. Quello che abbiamo visto in particolare è un grande parallelepipedo nero lucido con, al suo interno, un diverso numero di  tubi di neon rosso allineati  orizzontalmente e sul fondo del parallelepipedo uno specchio che, con un’illusione ottica, moltiplica  all’infinito il numero dei neon, in modo tridimensionale, ampliando di fatto la percezione dell&#8217;ambiente in cui ci si trova. Davvero particolare a vedersi.<br />
Altro (giovane) artista di spicco è Peter P. (Si fa chiamare così perché non vuole svelare la sua reale identità). Realizza piccole tele, ritraendo giovani fanciulli. Le sue opere si possono ancora acquistare a prezzi percorribili, ma ci sono esperti pronti a giurare che diventerà un artista quotatissimo.<br />
Da segnalare anche la presenza della molto interessante galleria napoletana <a href="http://www.t293.it" target="_blank">T293</a>, che si presenta al Frieze  senza opere ma con  solo i cataloghi dei loro artisti e un particolare “stand” che diventa di per sé un’istallazione d’arte firmata da <a href="http://www.t293.it/pennacchio%20argentato/PearWorksII.htm" target="_blank">Pasquale Pennacchio&amp;Marisa Argentato</a>. Una stanza fatta con materiale di recupero e scaffali tipico delle vecchie botteghe. Quattro pareti di truciolato rivestito in plastica bianco ottico a buchini… Avete presente certe vecchie drogherie che ancora si vedono in  giro?&#8230; A starci dentro per un po’ e concentrandosi sui puntini, ti girava la testa!<br />
<img class="alignleft size-medium wp-image-412" title="capitalism" src="http://www.paolaiezzi.com/wp-content/uploads/2009/10/capitalism-300x190.jpg" alt="capitalism" width="300" height="190" /><br />
Tra gli artisti che rappresenta Marco Altavilla e la T293, mi colpisce in particolare l’opera in neon di Claire Fontaine &#8220;CAPITALISM KILLS LOVE&#8221;, che, secondo un  progetto e un intento preciso la galleria e gli artisti vorrebbero riuscire a fare mettere per qualche tempo sulla facciata nientemeno della FED, la banca centrale degli Stati Uniti!<img class="alignright size-full wp-image-431" title="traceyemin" src="http://www.paolaiezzi.com/wp-content/uploads/2009/10/traceyemin.jpg" alt="traceyemin" width="200" height="220" /><br />
Vorrei infine citare l’inglese <a href="http://www.tracey-emin.co.uk/" target="_blank">Tracey Emin</a>, artista donna dal passato e le esperienze travagliate e drammatiche. Oltre ad utilizzare altre forme d&#8217;arte, dipinge ricamando la tela con ago e filo nero. Per lo più “dipinge-ricama” denunciando la violenza. La violenza sulle donne, violenza correlata all’esperienza sessuale. Fu violentata a tredici anni e per lei, da quel momeno la violenza è diventato quasi un fatto normale, dal quale non poteva né sapeva sottrarsi.“C’è violenza nel mio lavoro, soprattutto violenza contro le donne. Molti sono stati crudeli con me perché sono donna. Sono stata violentata a tredici anni da un ragazzino poco più grande di me. Si dovrebbe parlare più spesso di queste cose perché capitano anche agli uomini. È tempo di rompere questa catena di omertà: ecco perché nelle mie opere mi confronto spesso con l’adolescenza. È il momento in cui tutti possono farti ciò che vogliono”<br />
La mia esperienza al Frieze Art Fair si conclude, così saluto e ringrazio Gilla Bertotti per l&#8217;invito e l&#8217;opportunità e  torno felice in albergo, felice perché l’arte (calzini di Puma a parte) ti solleva, anzi ti eleva ad uno stato superiore. Ti fa venire voglia di essere migliore, di essere più critico, più attento più ardentemente desideroso di eliminare la “spazzatura” dalla vita di ogni giorno. Per questo motivo è così importante!<br />
<a href="http://www.classlife.it/dettaglioVideo~categoria~Arte~ST~200910271126001128~STBR~300.html" target="_blank"> Qui un video per chi vuole approfondire&#8230;</a></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-413" title="frieze" src="http://www.paolaiezzi.com/wp-content/uploads/2009/10/frieze.jpg" alt="frieze" width="695" height="486" /></p>
<p><em>Durante il Frieze, mentre mi intervistano con Gilla Bertotti al mio fianco, accanto ad un quadro stupendo di Gary Hume e nel salone adiacente allo stand di &#8220;White Cube&#8221;. L&#8217;outfit è di Ferragamo, borsa, scarpe e occhiali compresi!</em></p>
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		<title>Dream Hunters &#8211; The 14th Exhibition of Blue&amp;Joy &#8211; London</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Oct 2009 11:38:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paola iezzi</dc:creator>
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Che c’è di meglio di un week-end a londra per fuggire alla monotonia e all’angoscia di una città come Milano, dove gli spazi dedicati alla creatività e all’arte si riducono sempre di più? Così la mia partenza per london diventa più di un normale fine settimana di puro svago e shopping.  Infatti parto mercoledì [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-404" title="b&amp;j06" src="http://www.paolaiezzi.com/wp-content/uploads/2009/10/bj06-300x212.jpg" alt="b&amp;j06" width="300" height="212" /><br />
Che c’è di meglio di un week-end a londra per fuggire alla monotonia e all’angoscia di una città come Milano, dove gli spazi dedicati alla creatività e all’arte si riducono sempre di più? Così la mia partenza per london diventa più di un normale fine settimana di puro svago e shopping.  Infatti parto mercoledì 14 ottobre.<br />
Il 15 sono ospite dell’inaugurazione della mostra  di <a href="http://www.blueandjoy.com/" target="_blank">Blue&amp;Joy</a>, al secolo Daniele Sigalot e Fabio La Fauci, amici ormai da parecchi anni, all’interno della boutique  di Salvatore Ferragamo nella via dello shopping londinese, la meravigliosa Old Bond Street. E’ un cocktail che parte alle 18.00 e termina alle 22.00.<br />
Giovedì arrivo all’inaugurazione verso le 20.30 e il negozio è già gremito di invitati ognuno con il proprio flute di champagne in mano. Le opere degli artisti un po’ ovunque e le modelle che sfilano su un catwalk “sali e scendi” la collezione  autunno-inverno 2008-2009.<br />
L’atmosfera è frizzante, ma rilassata. Saluto i ragazzi e mi complimento per l’allestimento e le opere davvero originali, come sempre. In particolare mi colpisce il cane gigante (che è un po’ il protagonista della mostra) , ricavato dal collage di migliaia di bottoni griffati “ferragamo”.<br />
La serata prosegue  tra chiacchiere, i sorrisi e le lacrime di Blue e di Joy, nuove conoscenze, musica, abiti e scarpe e occhiali in bellavista e incontro un sacco di  insospettabili “fans” di Paola&amp;Chiara che  sono italiani, ma vivono e lavorano come professionisti a Londra da anni. Tutti si rivelano aperti e molto simpatici e dimostrano di apprezzare molto  il look che ho scelto per questa sera. La cosa mi inorgoglisce non poco.<br />
Al cocktail incontro anche Gilla Bertotti, che gentilmente mi informa che a Londra è in corso il &#8220;<a href="http://www.friezeartfair.com/" target="_blank">Frieze Art Fair</a>&#8220; , una delle fiere d’arte più importanti del mondo.  Gilla, super carina , si offre di “scortarmi” sabato alla fiera. Si occuperebbe lei di procurarmi un ingresso. Entusiasta all’idea, accetto più che volentieri!<br />
Al momento dei saluti, la sensazione  che mi porto via, nella mia stanza d’albergo, è che  Londra sia bella, si, ma che l’Italia, a chi lavora e vive qui in maniera permanente, manchi e non poco…</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-365 aligncenter" title="B&amp;J" src="http://www.paolaiezzi.com/wp-content/uploads/2009/10/BJ.jpg" alt="B&amp;J" width="695" height="693" /></p>
<p><em>Nella foto io con i Blue&amp;Joy, cioè Daniele Sigalot e Fabio La Fauci, all&#8217;interno della boutique londinese di Ferragamo. Il mio hair&amp;make-up sono opera di Klare Ya Ya Wilkinson. Il mio outfit&#8230; Ferragamo naturalmente!</em></p>
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