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	<title>paolaiezzi.com &#124; box for creativity &#124; a free &#34;blog&#34; place by paola iezzi &#187; literature</title>
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	<description>Paola iezzi è conosciuta per essere “la mora” del duo di sorelle cantanti e produttrici Paola&#38;Chiara. Da sempre grande appassionata di arti visive in generale ed in particolare al connubio tra arte visiva e moda, che ha sempre costantemente affiancato al suo ruolo di artista musicale. Da queste passioni e da queste esperienze nasce “paolaiezzi.com – box for creatitvity”; un luogo dove trovano spazio progetti creativi di arte, fotografia, moda, musica, design, web ed altro. &#124; Paola Iezzi is known for being the &#34;darked haired sister&#34; of the singing duo and producers of Paola&#38;Chiara. She has always been very passionate about the visual arts in general, and in particolar the ties between visual art and fashion, that has always played its part as a musical artist. From this passion and experience is born &#34;paolaiezzi.com-box for creativity&#34;; a place where you can find space for creative art, photography, fashion, music, design, web and other projects.</description>
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		<title>Apre il sito ufficiale di Alda Merini</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Apr 2010 12:00:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paola iezzi</dc:creator>
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Grazie alle figlie di Alda, nasce aldamerini.it
Le figlie di Alda Merini inaugurano sulla rete il primo sito web ufficiale dedicato alla memoria della poetessa recentemente scomparsa.
La Merini raccontava: &#8220;ho avuto quattro figlie. Allevate poi da altre famiglie. Non so neppure come ho trovato il tempo per farle. Si chiamano Emanuela, Barbara, Flavia e Simonetta. A [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="http://www.aldamerini.it" href="http://www.aldamerini.it" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-1040" title="aldamerini-sito" src="http://www.paolaiezzi.com/wp-content/uploads/2010/04/aldamerini-sito-300x237.jpg" alt="" width="300" height="237" /></a><br />
Grazie alle figlie di Alda, nasce <a href="http://www.aldamerini.it" target="_blank">aldamerini.it</a><br />
Le figlie di Alda Merini inaugurano sulla rete il primo sito web ufficiale dedicato alla memoria della poetessa recentemente scomparsa.<br />
La Merini raccontava: &#8220;ho avuto quattro figlie. Allevate poi da altre famiglie. Non so neppure come ho trovato il tempo per farle. Si chiamano Emanuela, Barbara, Flavia e Simonetta. A loro raccomando sempre di non dire che sono figlie della poetessa Alda Merini. Quella pazza. Rispondono che io sono la loro mamma e basta, che non si vergognano di me. Mi commuovono&#8221;<br />
Nonostante le parole della madre, Emanuela, Barbara, Flavia e Simonetta ci fanno uno splendido regalo pubblicando on-line <a href="http://www.aldamerini.it" target="_blank">aldamerini.it</a>, come mi scrivono nella loro lettera &#8220;un&#8217;antologia in ricordo di Alda, un elogio all&#8217;ape furibonda, alla sua figura di scrittrice e madre perchè  “niente per una donna è più simile al paradiso di un figlio che le farà sognare l&#8217;amore per sempre”.<br />
Io, per l’amore e la stima che ho nei confronti di Alda, non posso far altro che segnalarvi il sito e invitarvi a conoscere, o se la conoscete già ad approfondire lo straordinario mondo delle poesie di Alda Merini.</p>
<p><a href="http://www.aldamerini.it" target="_blank">www.aldamerini.it</a></p>
<p>Grazie, Paola Iezzi</p>
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		<title>&#8220;Ostinati e contrari&#8221; al Teatro Parenti a Milano</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Feb 2010 23:54:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paola iezzi</dc:creator>
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Dal 18 al 21 Febbraio al  Teatro Franco Parenti di Milano andrà in scena “Ostinati e Contrari”: uno spettacolo speciale.  Speciale perché messo in piedi  dall’associazione di musicoterapia di volontariato “La Stravaganza”.
Sono stata coinvolta come performer e cantante dalla presidentessa della onlus, la dottoressa Laura Bellisario e dal regista Sebastiano Filocamo.
A mia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.paolaiezzi.com/wp-content/uploads/2010/02/ostinati-prove-1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-922" title="ostinati prove 1" src="http://www.paolaiezzi.com/wp-content/uploads/2010/02/ostinati-prove-1-273x300.jpg" alt="" width="273" height="300" /></a><br />
Dal 18 al 21 Febbraio al  Teatro Franco Parenti di Milano andrà in scena “Ostinati e Contrari”: uno spettacolo speciale.  Speciale perché messo in piedi  dall’associazione di musicoterapia di volontariato “La Stravaganza”.<br />
Sono stata coinvolta come performer e cantante dalla presidentessa della onlus, la dottoressa Laura Bellisario e dal regista Sebastiano Filocamo.<br />
A mia volta ho coinvolto Niccolò Agliardi (come voce maschile) e Michele Monestiroli (in qualità di arrangiatore).  Niccolò e Michele, a loro volta, hanno coinvolto altre persone, collaboratori, fonici, volontari volonterosi. Desiderosi di contribuire ad un grande evento per una grande causa.<br />
“La stravaganza” da molti anni si occupa di dare un senso differente alla “diversità”. Così la “diversità” diventa speciale fonte di ricchezza.  “La stravaganza” si occupa di dare voce, attraverso l’espressione artistica, al disagio psico-fisico e porta in scena attori che, senza paura, cantano e ballano e recitano sulle ceneri di una diversità che li vede emarginati dalla società. Così l’arte e il teatro li rendono unici agli occhi della gente “normale”. La verità vera è che sono unici. Nel senso più alto del termine.<br />
“Ostinati e Contrari”  al Parenti farà poesia e denuncia, attraverso la musica e le canzoni  del grande Fabrizio De Andrè.<br />
Al primo giorno di prova ero intimorita… non sapevo cosa esattamente dovessi aspettarmi… Il teatro, la musica (unica cosa a me davvero familiare) gli assistenti sociali, il regista, i ragazzi diversamente abili, la paura di uscire dalle proprie zone comfort… la paura di essere o di comportarmi in maniera differente, di avere diversi modi. Eppure mi sono sentita diversa tante volte…<br />
Ma quando sono entrata in teatro e ho spostato i pesanti tendaggi di velluto rosso per entrare in sala prove, ho visto un gruppo di persone. Di artisti che provavano uno spettacolo. L’intensità e la forza che mi sono arrivate sono state uniche e l’onda di passione, amore e insieme precisa e puntuale professionalità, mi hanno infuso una calma strana e il silenzio procurato anche dalla forte nevicata che imbiancava potentemente Milano, era rotto solo dalla musica di Faber che risuonava nella sala, dai movimenti e gli spostamenti dei passi  delle scene e dalla voce di Sebastiano che preciso e determinato, con il suo accento siculo appena accennato, la sua coppola e il suo sguardo consapevole, dava le indicazioni per la costruzione di quel particolare momento dello spettacolo.<br />
Ognuno è diverso, ma siamo tutti uguali.  Per far scomparire la paura è necessario guardare davvero e conoscere.<br />
Ci si vede in teatro.<br />
Paola</p>
<p><a href="http://www.facebook.com/note.php?note_id=266108026452&amp;id=1663596931&amp;ref=mf" target="_blank">CLICCA QUI PER IL COMUNICATO STAMPA</a></p>
<p><a href="http://www.paolaiezzi.com/wp-content/uploads/2010/02/ostinati-prove-2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-932" title="ostinati prove 2" src="http://www.paolaiezzi.com/wp-content/uploads/2010/02/ostinati-prove-2.jpg" alt="" width="694" height="703" /></a>All rights reserved ©Photo Katia Nunzi ed Iris Stefansdottir</p>
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		<title>E&#8217; morta la poetessa Alda Merini, cantò il dolore degli esclusi</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 14:26:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paola iezzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[literature]]></category>
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E&#8217; morta ieri a Milano la poetessa Alda Merini. Aveva 78 anni. Protagonista della scena culturale italiana, e considerata la più grande poetessa italiana vivente, era ricoverata all&#8217;ospedale San Paolo (la camera ardente sarà allestita a Palazzo Marino) da una decina di giorni per un tumore osseo. Viveva in condizioni di indigenza &#8211; per scelta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-550 alignleft" title="aldamerini" src="http://www.paolaiezzi.com/wp-content/uploads/2009/11/aldamerini.jpg" alt="aldamerini" width="400" height="333" /><br />
E&#8217; morta ieri a Milano la poetessa Alda Merini. Aveva 78 anni. Protagonista della scena culturale italiana, e considerata la più grande poetessa italiana vivente, era ricoverata all&#8217;ospedale San Paolo (la camera ardente sarà allestita a Palazzo Marino) da una decina di giorni per un tumore osseo. Viveva in condizioni di indigenza &#8211; per scelta &#8211; tanto che i pasti quotidiani le venivano portati dai servizi sociali comunali. Ha cantato gli esclusi e ha vissuto la malattia mentale. Le esequie si terranno mercoledì 4 novembre in Duomo a Milano: funerali di Stato, ha annunciato il sindaco Letizia Moratti dopo il via libera del Consiglio dei ministri.<br />
Negli ultimi anni il suo volto era divenuto popolare anche al pubblico televisivo. Frequenti le sue apparizioni, con quella voce arrochita dal fumo, con parole e pensieri profondi e a tutti comprensibili. Grazie a lei, molti si erano avvicinati alla poesia. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, si è detto profondamente rattristato della sua scomparsa: &#8220;Viene meno un&#8217;ispirata e limpida voce poetica&#8221;.<br />
Nata in una famiglia poco abbiente (il padre era impiegato in una compagnia di assicurazione, la madre casalinga) la Merini esordì appena quindicenne con la raccolta La presenza di Orfeo curata dall&#8217;editore Schwarz. E mentre già attirava l&#8217;attenzione della critica, la giovanissima Alda incontrava difficoltà nel mondo della scuola &#8220;normale&#8221;. Venne infatti respinta quando tentò di entrare al liceo Manzoni. Dissero che non era stata sufficiente nella prova d&#8217;italiano. Da quel momento la sua vita è sempre stata al confine tra il riconoscimento della sua eccezionale capacità poetica e la difficoltà dovuta alla malattia mentale, che nel 1947 la portò al ricovero, per un mese, nella clinica Villa Turro, a Milano. Lei stessa ne ha sempre parlato e scritto definendo la sua sofferenza psichica come &#8220;ombre della mente&#8221;. Con le quali, nel tempo, ha saputo convivere. Per certi versi, il dolore l&#8217;ha aiutata a scandagliare l&#8217;animo umano.<br />
Così Alda Merini ha spiegato ad Antonio Gnoli l&#8217;uscita dalla malattia, in un&#8217;intervista a Repubblica.<br />
&#8220;Per me guarire è stato un modo di liberarmi del passato. Tutto è accaduto in fretta. L&#8217;ultima volta che sono stata all&#8217;Istituto che mi aveva in cura per depressione mi è accaduta una cosa che non avevo mai provato. Una mattina mi sono svegliata e ho detto: che ci faccio io qui? Così è davvero ricominciata la mia vita. Ho ripreso a scrivere e ho perfino trovato quel successo che non avrei mai pensato di ottenere&#8221;. Sul successo Alda ride con voce roca e lenta e poi aggiunge: &#8220;Il successo è come l&#8217;acqua di Lourdes, un miracolo. La gente applaude, osanna e ti chiedi: ma cosa ho fatto per meritare tutto questo? Penso che la folla, anche piccola, che ti ama ti aiuta a vivere. In fondo un poeta ha anche qualcosa di istrionico e di folle. Per questo il manicomio è stato per me il grande poema di amore e di morte. Ma anche questo luogo oggi è distante. Mi capita a volte di rivederlo in sogno. Io sogno tantissimo. E tra i sogni ne ricorre uno: sono dentro a un luogo chiuso, e io che cerco le chiavi per uscire. Forse sono mentalmente ancora in quel luogo che mi ha ucciso e mi ha fatto rinascere. Mi sento una donna che desidera ancora. Oggi per esempio vorrei che qualcuno mi andasse a comprare le sigarette. Non ho mai smesso di fumare, né di sperare&#8221;.<br />
Fin dai primi anni del suo lavoro poetico, conobbe e frequentò maestri come Quasimodo, Montale e Manganelli che la sostennero e promossero la pubblicazione delle sue opere. Dopo La presenza di Orfeo (e alcune poesie singole pubblicate in diverse antologie), escono Nozze romane e Paura di Dio. La Merini, nel frattempo si era sposata con Ettore Carniti (1953) e aveva avuto la sua prima figlia Emanuela. Al pediatra della bambina aveva dedicato la raccolta Tu sei Pietro (1961).<br />
Comincia qui un altro periodo difficile costellato di ricoveri dolorisissimi e di ritorni a casa sempre difficili ma anche allietati dalla nascita di altri tre figli. Con un lungo periodo al &#8220;Paolo Pini&#8221;. Dal 1972 al 1979 la situazione, a poco a poco migliora e la poetessa torna a scrivere. E, con grande coraggio, racconta in poesia e prosa la sua esperienza (&#8220;La Terra Santa&#8221;).<br />
Rimasta vedova nel 1981, si risposerà con il poeta Michele Pierri (1983) e con lui andrà a vivere a Taranto e ancora incontrerà i fantasmi della sua mente. Nel 1986 tornò a Milano dove ha sempre vissuto fino alla morte. E di questo ultimo ventennio sono la maggior parte delle sue opere più note: &#8220;La vita facile&#8221;, &#8220;La vita felice&#8221;, &#8220;L&#8217;altra verità. Diario di una diversa&#8221;, &#8220;&#8221;le parole di Alda Merini&#8221;, &#8220;Folle, folle, folle d&#8217;amore per te&#8221;, &#8220;Nel cerchio di un pensiero&#8221;, &#8220;Le briglie d&#8217;oro&#8221; e tante altre. Compreso &#8220;Superba è la notte&#8221; un tentativo di Einaudi di sistemare le poesie scritte tra il 1996 e il 1999.<br />
Sul suo sito, accanto alla foto con i capelli scarmigliati, lo sguardo profondo e l&#8217;immancabile sigaretta in mano, tre versi: &#8220;(Sono una piccola ape furibonda.) Mi piace cambiare colore. Mi piace cambiare di misura&#8221;.<br />
I frati francescani di Assisi, raggiunti dalla notizia, si sono riuniti in preghiera: &#8220;La comunità francescana del Sacro convento di Assisi affida al Signore l&#8217; anima della poetessa Alda Merini e partecipa al dolore di chi sta soffrendo per la sua perdita&#8221;. Lo ha detto il custode del Sacro convento, padre Giuseppe Piemontese.<br />
Tra la Merini e i francescani, infatti, c&#8217;era un rapporto particolare che, in qualche modo, faceva parte del suo più recente modo di essere con quella sua straordinaria apertura al mondo più semplice e alle altre arti meno &#8220;colte&#8221;. Circa due anni fa, infatti, nella Basilica superiore, si tenne un concerto di Lucio Dalla ispirato ai versi di Alda Merini. Lei ne era orgogliosa e i francescani si erano innamorati di questa donna e del suo modo scontroso ma dolcissimo di esistere.</p>
<p style="text-align: right;"><em>larepubblica.it</em></p>
<p><em><br />
<img class="alignright size-medium wp-image-569" title="aldamerini3" src="http://www.paolaiezzi.com/wp-content/uploads/2009/11/aldamerini3-229x300.jpg" alt="aldamerini3" width="220" height="290" /><br />
Io non ho bisogno di denaro.<br />
Ho bisogno di sentimenti,<br />
di parole, di parole scelte sapientemente,<br />
di fiori detti pensieri,<br />
di rose dette presenze,<br />
di sogni che abitino gli alberi,<br />
di canzoni che facciano danzare le statue,<br />
di stelle che mormorino all’ orecchio degli amanti.<br />
Ho bisogno di poesia,<br />
questa magia che brucia la pesantezza delle parole,<br />
che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.</em></p>
<p><strong><em>Alda Merini (Terre d&#8217;Amore, 2003)</em></strong></p>
<p><strong><em><br />
</em></strong></p>
<p><em>Sono molto irrequieta quando mi legano allo spazio</em></p>
<p><em>A volte Dio uccide gli amanti perchè non vuole essere superato in amore</em></p>
<p><em>La calunnia è un vocabolo sdentato che quando arriva a destinazione mette mandibole di ferro</em></p>
<p><em>La vera misura dell&#8217;uomo è la pace</em></p>
<p><strong><em>Alda Merini (Aforismi)</em></strong><br />
</br><br />
</br></p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.aldamerini.com/" target="_blank">Sito ufficiale di Alda Merini</a></p>
]]></content:encoded>
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