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Intervista di “coppia” su FashionTimes

Ecco il link dove potete leggere la bella intervista che Marco Loriga, del portale di moda “Fashion Times”, ha fatto a me e Paolo Santambrogio insieme!
http://www.fashiontimes.it/2016/04/paolo-santambrogio-paola-iezzi-intervista-coppie-moda/

paolo e paola

VOGUE FRANCE: Le dîner Givenchy en l’honneur de Riccardo Tisci à Milan


Photo de Saskia Lawaks
Merci: Vogue.fr et Riccardo Tisci

Marocco – The Instagram Session by Paola lezzi and Paolo Santambrogio

Online su mytravelblog.it il nostro racconto fotografico dal Marocco.

Tu come MI vedi? Performance vocale acustica + DJ Set a Palazzo Cusani, Milano – Martedì 10 Dicembre

Tu come MI vedi? è un innovativo progetto culturale nato nell’ambito del corso di Turismo Culturale e Sviluppo del Territorio tenuto dal professor Giovanni Bozzetti e autoprodotto dagli studenti dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.
L’evento prenderà vita il 10 Dicembre alle ore 18.00 nella splendida cornice di Palazzo Cusani (via Brera, 13/15 – Milano) e sarà preceduto da una rassegna fotografica che stimoli chiunque viva Milano a offrire il proprio punto di vista sulla città attraverso le fotografie degli scorci e dei luoghi che ritiene maggiormente significativi.
L’happening si aprirà alle ore 18.00 con una mia performance acustica accompagnata al pianoforte da Nicolò Fragile (produttore musicale di Mina, Celentano, Vecchioni e tanti altri), al sassofono da Michele Monestiroli e alla tromba Daniele Moretto, entrambi fiati “storici” di Enzo Jannacci. Ho scelto di cantare 2 brani che raccontano con due punti di vista differenti la città di milano: “Io e te” di Jannacci appunto, una canzone che amo tantissimo da sempre e “Innamorati a Milano”, brano di Memo Remigi reso celebre dalla grandissima Ornella Vanoni. Dopo aver cantato continuerò suonando con uno speciale Dj set che farà da sfondo all’aperitivo lounge e alla mostra fotografica.
A seguire un’introduzione da parte del generale Antonio Pennino, del professor Giovanni Bozzetti, di Franco D’Alfonso, assessore al Commercio, attività produttive, turismo e marketing territoriale del Comune di Milano, Umberto Maerna, vicepresidente della Provincia di Milano, e di Valentina Aprea, assessore Istruzione formazione e lavoro di Regione Lombardia. Lo spettacolo continuerà con la straordinaria partecipazione di Flavio Caroli, storico dell’arte, Choi Syunhye, soprano del Conservatorio Giuseppe Verdi, ed Enrico Girardi, critico musicale del Corriere della sera. Christian Poggioni, noto attore teatrale, Giovanni Tuzet, docente di Filosofia del diritto all’Università Bocconi, e Massimiliano Finazzer Flory.

LA PARTECIPAZIONE E’ GRATUITA MA SOLO SU INVITO.  PER INFO SCRIVERE A kalossino@email.it

tucomemivedi

Au jour le jour

“Au jour le jour” è nato nel 2010 dal talento creativo dei suoi 2 designer, Mirko Fontana e Diego Marquez. Sono, a mio avviso, una delle giovani propose italiane indipendenti più interessanti degli ultimi tempi. Per questo li sostengo. Ho scelto questo outfit dal loro show room e ho realizzato questi scatti 😉
Se volete vedere la loro collezione ecco il link al loro sito:

AU JOUR LE JOUR

ph. paolo santambrogio
 

My 5 must-have for summer 2011


TAKE A LOOK TO THE GALLERY!

Papillon Cor Sine Labe Doli – Shirt with ruches Francesco Scognamiglio
Sombrero Prada
Sunglasses Mercura NYC
T-Shirt with golden chains Unesthète
Cloche “Marlene Gold” by Super Duper Hats – Blouse Burberry

Photography Paolo Santambrogio

Intervista con Alice Gentilucci

ph. Helmut Newton

Ho conosciuto Alice per la prima volta a casa di un amico comune. Ma ci presentarono e basta. La incontrai nuovamente in occasione del compleanno di questo amico comune, lo stilista americano Lawrence Steele. Stavolta chiacchierammo sedute ad un tavolo in mezzo al giardino di questa grande casa a Milano. La conoscevo di nome, sapevo che era fashion editor per Vogue Italia da parecchi anni. Quando iniziammo a parlare ricordo che restai molto colpita da lei. Era molto lontana dal clichè che vuole la “gente della moda” spesso un pò “poseur”, un pò stravagante, sempre con quell’aria velata e un pò aliena, distratta e un pò snob.
Alice non aveva nulla di tutto questo. Sarà per quell’aspetto da eterna ragazzina che mi fece subito simpatia. Ricordo che la cosa che più mi colpì di lei fu la sua curiosità e la sua allegria. E’ spesso sorridente, ma il suo sorriso non è stereotipato, è un sorriso divertito, curioso, reale. E’ una donna adulta, ed è anche mamma, ma il suo sguardo comunica uno stupore che appartiene più a quello di una bambina. Una di quelle bambine “furbette”, intelligenti. Diverse dalle bambine comuni. Di quelle che capiscono tutto al volo. Un pò un giamburrasca in gonnella!… Contribuisce a donarle quell’aria, anche la spruzzata di lentiggini che ha sul naso all’insù e sul viso sempre acqua e sapone con gli occhi grandi e scuri. Snella. Bella e con una grazia niente affatto scontata.

ph. Ellen Von Unwerth

Non ho incontrato molte persone come lei e per quanto mi riguarda Alice mi piacque subito. Prima di conoscerla sapevo che aveva lavorato con Newton (uno dei miei fotografi preferiti di sempre), e questo, dopo averla conosciuta, non faceva che accrescere la mia curiosità nei suoi confronti.
Il giorno dopo inserii il suo nome su google e mi apparve il suo sito… rimasi di sasso. Conoscevo alcuni suoi lavori e sapevo alcune cose su di lei, ma di colpo scopri che una marea di quelle famose fotografie che sono archiviate nella mia testa e che nel corso degli anni sono diventate ricordi indelebili per me, l’avevano vista protagonista come fashion editor.
Scatti immortali di Newton, della Von Unwerth, di Lindbergh, di Roversi, Sorrenti, scatti indimenticabili con Linda, Christy, Claudia, Naomi, Milla, Kate, Eva, Karen, Shalom, Mariacarla. Questa piccola scoperta unita alla personalità che conobbi di Alice la sera prima, fece di lei, ai miei occhi, un “super eroe”. Una come lei, se aderisse ai canoni di un mondo di plastica come il nostro, dovrebbe camminare a tre metri dal pavimento e parlare con quell’aria di chi è diverso e migliore di te. Invece Alice, è questo il suo segreto secondo me, mantiene la curiosità per tutto ciò che la circonda e si meraviglia e stupisce ancora di fronte alla bellezza. Indaga e cerca di capire. Ha un talento innato e tangibile. È animata dalla passione e dall’entusiasmo per la vita e per l’arte, ma in lei, sorprendentemente, leggi anche il tormento. E questo la rende così… speciale! “Alle persone come Alice bisogna fare un sacco di domande… per imparare”, mi sono detta… Per questo motivo ho deciso di intervistarla per il mio blog e lei è stata così carina da accettare!

Alice Gentilucci

Il tuo è un lavoro particolare. Non tutti sanno bene di cosa si tratti. Non è così automatico decidere di farlo. Dove sei nata? Che studi hai fatto? Che lavoro facevano i tuoi genitori e dunque, come sei arrivata a fare quello che fai?
Sono nata a Milano, ho frequentato il liceo artistico e poi Grafica Pubblicitaria per tre anni……….. ho cominciato a lavorare a 20 anni come assistente stylist per caso, ma la moda e l’immagine mi aveva da sempre affascinato……. mio padre mi avrebbe voluto avvocato, come lui!

Qual è il tuo primissimo ricordo infantile o di ragazzina importante legato alla moda o dell’immagine?
Mia madre era una donna bellissima e molto curata, sembrava un’attrice del cinema neorealista Italiano anni ’60…………. io da bambina facevo dei disegni di abiti e le chiedevo se li avrebbe indossati…

Qual è la prima cosa che ti colpisce di uno scatto fotografico?
La bellezza femminile.

Cos’è la bellezza per Alice Gentilucci?
La bellezza e’ emozione estetica………..

Qual è il tuo ideale di “femminile” ? Che genere di donna è la tua?
Ho un ideale preciso, che e’ legato al cinema, mi piacciono le donne degli anni ’60….. la morbidezza dei corpi, la grazia e la forza, l’ironia e l’eleganza di quei tempi, Monica Vitti, la Cardinale, Silvana Mangano. Sofia Loren……..anche Anna Magnani con i suoi difetti che trovo molto sensuali…….. Ultimamente sono affascinata dalla bellezza orientale, i film di Ang Lee e Wong Kar Wai, hanno un’estetica travolgente.

Per te esistono canoni assoluti di bellezza o la bellezza è un concetto che si trasforma di volta in volta. Ci sono degli aspetti della bellezza che restano costanti oppure no secondo te?
La bellezza, nel mio lavoro e’ trasformazione anche se ci sono dei riferimenti che mi piace tenere costanti………….. i tacchi alti, mani e piedi curate, capelli e trucco impeccabili!
Chiaro che dipende dalla storia che voglio trasmettere ma personalmente vorrei che le pagine profumassero.

La donna dei tuoi sogni corrisponde anche nella realtà o realtà e ideale sono dimensioni totalmente distanti
La donna dei miei sogni e’ troppo estetica……….

Mi racconti com’è stato essere sul set di Newton per la prima volta? Eri molto giovane se non sbaglio.. nervosa? Com’era lui sul set?
La possibilita’ di lavorare con un genio come HN e’ stato per me un grande regalo, la prima volta mi chiese di mandargli tutti i capi fotografati in polaroid ed indossati….costrinsi la mia assistente a prestarsi come modella, guepierre, guanti in lattice, plastiche trasparenti ecc………..ci siamo divertite un mondo………….ando’ benissimo sul set..io ero giovane e quindi curiosa e presi la cosa con entusiasmo fino a perderci il sonno.
Lui era esigentissimo ma fortunatamente con un gran senso dell’ umorismo, ho imparato molte cose lavorando con Newton!

Cosa ami di più del tuo lavoro?
La possibilita’ di fare cose nuove, intellettualmente e fisicamente.

C’è qualcosa che invece detesti?
Le lunghe attese. A volte arrivo in studio alle 7.30 e la modella e’ pronta alle 14.00.

Per lavoro hai viaggiato molto. Qual è la città più stimolante dove ami sempre tornare? Perché?
Non ho una citta’ preferita, diciamo che sono piu’ serena quando lavoro in Europa, Parigi e Londra sono citta’ perfette anche per le location. Se Los Angeles non fosse cosi’ lontana per la qualita’ della luce e la temperatura forse la metterei al terzo posto.

Qual è il fotografo con il quale hai lavorato che racchiude insieme talento, intelligenza, estro, simpatia e personalità?
Come stylist non posso sceglierne uno solo…..Sono stata molto fortunata ho sempre lavorato con grandi personalità.

Io e Alice ad un festa

Mi racconti un episodio astruso o divertente vissuto su un set?
Mi ricordo un servizio con Ellen Von Unwerth era per l’alta moda e da una scogliera siamo scesi fino in spiaggia in un sentiero pericolosissimo e con tutto il materiale, abiti Couture compresi…. ho pensato di morire, avevo 12 cm di tacco!
Un’altra volta con Mark Borthwick abbiamo attraversato l’America in un Camper…… siamo stati via per 2 settimane…… con Stella Tennant, Carolyn Murphy e Chandra North …… guidando una notte nel deserto abbiamo visto una cosa luminosa e sconosciuta in cielo……….. forse un UFO!

Cosa preferisci fare? Editoriali di moda, campagne, advertising, sfilate o lavorare con i personaggi?
Non ho preferenze, mi piace tutto quello che e’ creativo.

C’è qualcosa che non hai ancora fatto ma che ti piacerebbe fare sia legato al tuo ambito che anche no?
Mi piace scrivere…….

Hai un grande rimpianto oppure sei felice di ogni tua scelta fatta fino ad ora?
Non ho rimpianti, ma dopo il mio secondo figlio non ho volato per 2 anni ed ho perso occasioni importanti! Viaggiavo solo con treni!

Se chiudi gli occhi e ci pensi, cosa ti fa commuovere? La prima immagine o ricordo… cosa ti viene in mente?
Mi commuovo facilmente………a volte quando tutti ridono al cinema .io piango………mio figlio lo racconta sempre.

Cosa consigli ai giovani che vogliono intraprendere la tua carriera oggi?
Visto come vanno le cose ci vorrebbe una domanda di riserva………………..comunque…….
Assistere una stylist free lance o entrare in una redazione.
Fare molta ricerca, osservare le persone ed informarsi.
Pensare a delle piccole storie da trasmettere nelle immagini.
Documentarsi su sfilate, personaggi e vecchi libri di fotografia ed arte e blog.
Ascoltare musica, leggere libri e andare al cinema.
Aver la passione dei viaggi.
Non chiedersi dove sarai diretto domani!

Ecco alcune delle mie foto preferite di Alice, se volete vederne tantissime altre visitate il suo sito www.alicegentilucci.com

Golden Circus – Soundtrack “For Today I’m a Boy” di Antony & The Johnsons interpretata da Paola Iezzi

CLICCA QUI E GUARDA TUTTE LE FOTO

Le fotografie sono di Paolo Santambrogio;
i ritratti sono stati realizzati in Sardengna, nel Sulcis.

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Flamboyant Editorial – Il video di backstage con la mia personale versione di “Anarchy in the UK” come colonna sonora

Soundtrack “Anarchy in the UK”, special acoustic version coinceved, produced and singed by Paola Iezzi, music by Picoduet .The official backstage of the Flamboyant Magazine editorial, “Long Live the Queen”. The Flamboyants, Paola Iezzi and the photographer Paolo Santambrogio pay homage to the Dame Vivienne Westwood. Make-up Adrian Alvarado, hair Masha Brigatti. All clothes and accessories by Vivienne Westwood Gold Label, Red Label, Anglomania and archive. Special thanks to Claudia Tavello and to 117 Studios Milano.

“Alone” Videoclip un anno dopo…


E’ trascorso ormai un anno dall’uscita del progetto Alone e del suo video. Il giorno dello shooting ha nevicato comecchè e il tempo ha costretto tutta la troupe ad inizare con due ore di ritardo, in un atmosfera magica silenziosa, di calma, di concentrazione, di ispirazione. Ognuno si occupava di ciò per cui era lì. Né urla, né scleri. Work and Inspiration per oltre 10 ore.
Il risultato è stato quanto di meglio avrei potuto desiderare da quel piccolo sogno diventato realtà. Un progetto nato per avere un frammento di bellezza, si è propagato diventando l’estensione di altri sogni convergenti. Ingrandendo il significato di quella stessa bellezza.
Lontano dal troppo, dall’ovvio, dall’adeguarsi. Anarchico e invincibile, senza un piano preciso, se non quello di dare senza pretendere in cambio. Una magia piccola ed unica della quale sono tanto orgogliosa.
Così, a distanza di un anno, ringrazio tutte le persone, i professionisti che vi hanno preso parte e, con il loro peculiare talento e capacità, mi hanno aiutato a realizzare questo piccolo sogno di meraviglia, immagini e musica.
Ringrazio anche chi, come me, lo ha amato e capito.

Paola Iezzi

La regia del video è di Paolo Santambrogio, il direttore della fotografia Alessandro Pavoni e il montatore Stuart Greenwald. Il video è stato nelle nomination come miglior videoclip dell’anno sia al PVI (Premio Videoclip Italiano, sezione indipendenti) sia al PIVI (Premio italiano videoclip indipendenti). La produzione, così come il concept, sono di Paola Iezzi e di Paolo Santambrogio; infatti si è trattato di una produzione indipentente, dove tutti i collaboratori hanno lavorato “a progetto” con entusiasmo e passione. In un momento in cui il mercato della musica vive la sua crisi più dura, che sta mettendo in discussione la sopravvivenza stessa degli artisti e delle canzoni, il clip rappresenta spesso un costo non “giustificabile” nel contesto di una produzione discografica, soprattutto se richiede mezzi e risorse non indifferenti e l’ambizione sia quella di creare un prodotto non meramente commerciale, come in questo caso; ma per me come per altri artisti, che in questo lavoro credono e impegnano ogni energia dover rinunciare all’apporto visivo diventa molto difficile. Per questo credo che la strada sarà, come lo è stata in questo caso, sempre più la produzione indipendente, in cui teams di lavoro leggeri e con professionisti di alto livello si ritrovano per collaborare e sperimentare su progetti comuni e stimolanti. Un vero e proprio momento di ricerca artistica ed espressiva, proprio come è stato per Alone.


Le foto del backstage sono di Kia Giannoni, il video di backstage invece è girato da Angelo Ghidoni.

“Gold Seeker” portraits

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LA FEBBRE DELL’ORO

Chi si sporca più a cercare oggi.
Presi da meccanismi di onnipotenza, immersi in tutto ciò che già possediamo e che mai ci basta. Mai ci basta. Si va a prendere dove già sappiamo che c’è. Senza troppi sforzi.
Ai pionieri veniva la febbre. Deliravano. Dopo mesi, anni, passati con le gambe a mollo nei corsi d’acqua in cerca di pepite gialle.
Sperando di trovare ciò che avrebbe cambiato il corso della loro esistenza. Per affrancarsi dalla miseria, venivano colti da una miseria ben peggiore. Quella della perdizione di sé. Della totale identificazione nell’oggetto dei “l’oro” desideri. L’Oro…
Diventavano loro stessi una pepita d’oro. Una moltitudine di gente, di emigranti, di cercatori, di bisognosi, di avidi, di galeotti, di padri di famiglia, fratelli, mariti …in cerca… con la fede pregavano, la speranza di trovare…
Volti provati, sporchi. Occhi spalancati, occhi stanchi, allucinati, deliranti per il barlume di un sogno: uscire dalla povertà. Trovare di che sopravvivere, ma tutto sommato sognare. Sognare un’esistenza migliore, più bella, vivibile. Un’ esistenza decente.
Cosa resta oggi dei sogni? Cosa resta dell’oro? Non c’è più oro. Non c’è quasi più niente. Il nostro mondo sprofonda. La nostra cultura dorata sprofonda, ebbra di sé, crolla.
Cercavamo l’oro, ma credevamo di cercare la felicità. Quindi? Ci siamo confusi, è vero, ci siamo sbagliati, perché l’oro e la felicità sono cose distinte. Anche i bambini lo sanno.

Paola Iezzi

CLICCA QUI E GUARDA TUTTE LE FOTO

Le fotografie sono di Paolo Santambrogio;
i ritratti sono stati realizzati in Sardengna, nel Sulcis.

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SHOWstudio: Fashion Revolution – Exhibition at Somerset House, London

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Presso la Somerset House (Strand, London WC2R 1LA) fino al 20 Dicembre 2009, in mostra SHOWstudio, il progetto web del fotografo e artista visivo Nick Knight.
SHOWstudio è un sito web creato nel Novembre 2000 da Nick Knight, “that has consistently pushed the boundaries of communicating fashion online”.
Nick Knight aggiunge “SHOWstudio is based on the belief that showing the entire creative process-from conception to completion-is beneficial for the artist, the audience and the art itself.”
Questo il tema della mostra: “our experience of fashion is changing. In these times of instant, digitally-fuelled information, the fashion image is no longer confined to the static world of the printed photograph. Today we are confronted with a dramatic new fashion universe, where photography, film, performance, music, art and technology combine to create an infinitely richer landscape”.
Grande spazio è dato alla video-arte come forma di comunicazione visiva moderna e di avanguardia. All’interno della mostra lavori di Alexander McQueen, John Galliano, Naomi Campbell, Gareth Pugh, Comme des Garçons, Kate Moss, Björk ed altri importantissimi artisti del mondo della comunicazione visiva. In alcuni giorni è possibile assistere a live-set fotografici di fotografi di moda tra i più importanti nel mondo.

Londra, Venerdì 16 Ottobre. Oggi  sono stata a vedere lo ShowSudio di Nick Knights sulla riva del Tamigi. Belle installazioni. Alcune cose sono davvero interessanti. La cosa che mi è piaciuta di più è stata  lo studio dove vengono spesso realizzati servizi fotografici dal vivo. Il pubblico della mostra può assistere da dietro alla vetrata dove fotografi come Nick Knights stesso scattano top model come naomi e mariacarla lavori veri e propi, come la cover di Vogue UK… peccato che oggi non fosse prevista alcuna “live session” … che jella!
Mi consolo, guardando le proiezioni delle precedenti. Alcune sono proprio belle. Resto ipnotizzata dalle immagini che hanno una dimensione vagamente voyeristica e anche un po’ fetish… in realtà un po’ più che vagamente e penso a cosa avrebbe combinato lì dentro uno come Newton…
Dopo aver visto una specie di corto  divertente , realizzato nel Backstage della sfilata “NO!” di Victor&Rolf, sono tentata di acquistare (nella parte merchandising) una fantastica carta da parati color carne con immaginette di atti osceni,  disegnati in rosso in stile ‘700, poi penso… ma che me ne faccio? però bella! “La lascio lì ed esco ritrovandomi davanti ad uno scatto triplo gigante di naomi che mi  saluta sparandomi con un silenzioso mitra al neon lampeggiante. Muoio un attimo e poi mi riprendo… fermo un taxi e ritorno verso il centro… a guardare lily donaldson così magra, mi è venuta una gran voglia di metter qualcosa sotto i denti!

Una riflessione: grazie a Nick Knights stasera ho scoperto che Kate Moss è riconoscibile anche soltanto dallo stampo del suo rossetto! Andate a vedere la mostra e capirete di che sto parlando 😉

È morto Irvin Penn

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Il fotografo statunitense Irving Penn (nella foto), famoso per le eleganti immagini di moda e per i ritratti in bianco e nero e soprattutto per le nature morte apparse su ‘Vogue’, è morto ieri, 7 Ottobre 2009, nella sua casa di New York all’età di 92 anni.
L’annuncio della scomparsa è stato dato congiuntamente dall’amico Peter MacGill, che era anche il suo agente, e dal fratello, il regista Arthru Penn.
Il fotografo fu sposato per 42 anni con la modella Lisa Fonssagrives, che fu suo soggetto di scatti di sofisticata bellezza fino alla morte avvenuta a 80 anni nel 1992. Il gigante della fotografia americana, come è stato definito, si affermò a 26 anni come assistente di Alexander Liberman per ‘Vogue’, rivista per la quale realizzò numerose copertine, fra cui la prima in still-life (natura morta) a colori per il numero dell’ottobre 1943. penn3Dopo la Seconda guerra mondiale, Penn lavorò ininterrottamente per la rivista realizzando ritratti, foto di moda e nature morte con cui ha definito un nuovo ”visual style” e lanciato l’estetica ”less is more”, cioè più si sottrae da un’immagine più essa può risaltare efficace e suggestiva. Penn ha scattato anche alcune delle foto-icone degli anni Sessanta, come quelle dedicate alla Beat Generation e alla ”Summer Love” del 1967. Sempre a quell’anno risale la celebre foto in cui sono in posa i motociclisti della gang ”Hell’s Angels”, realizzata in uno studio di San Francisco nel 1967.
Insieme a Richard Avedon, Penn è stato l’altro grande fotografo di moda del secondo dopoguerra (famose i suoi scatti per Marisa Berenson), a cui si ispirò anche il regista Michelangelo Antonioni per il protagonista principale del film ‘Blow-up’. Tra i suoi tanti ritratti di vip, spiccano quelli di Edmund Wilson, W. H. Auden, Spencer Tracy, Joe Louis e Duchessa di Windsor. Penn contribuì anche a far fare il loro ingresso sulle pagine di ‘Vogue’ a intellettuali e artisti come Willem de Kooning, Isamu Noguchi, Pablo Picasso e Italo Calvino. Le prime immagini Irving Penn e quelle successive dedicate al mondo della moda furono realizzate senza l’uso di elaborati espedienti tecnici, ma solo con l’ausilio di un fondale di carta e con la più semplice illuminazione possibile: fu proprio per questo che risultarono dei capolavori, riuscendo a legare in modo indistinguibile lo spirito della modella con l’abito che indossa. penn2Negli ultimi trent’anni Penn si è concentrato su ritratti a carattere etnografico, su nudi e studi sul colore, in particolare quello dei fiori. Penn può vantare la più lunga collaborazione con le testate della casa editrice Condé-Nast, che pubblica tra le altre riviste ‘Vogue’. A partire dal 1985 lavorò anche per ‘Vanity Fair’.
Irving Penn è considerato uno dei massimi rappresentanti del XX secolo di un genere di lunga e illustre tradizione come la natura morta, lo ”still life”. Il fotografo è sempre stato attento per prima cosa a stabilire una precisa distanza dal soggetto fotografato. Fisica e psicologica, che si tratti di fotografare attori, poeti, modelle, frutta o mozziconi di sigaretta.
I suoi soggetti sono sempre sistemati dentro spazi chiusi, stretti, a volte angoli di pareti costruite per l’occasione. Mai in esterni. Ne risulta un senso di calma concentrazione, e di claustrofobia. Il personaggio è come fisicamente limitato, ma i limiti spaziali per contrasto rendono palpabile la sua energia. I soggetti raffigurati nelle nature morte vanno dagli oggetti della pubblicità (come la serie ”minimalista” dedicata ai prodotti cosmetici realizzata per Clinique tra gli anni Sessanta e Settanta), ai cibi (reinventati per i servizi redazionali di ”Vogue”), agli animali morti ai quali il consumo impone nuove forme, ai materiali trovati per la strada (noti i suoi mozziconi di sigarette degli anni Settanta). A nature morte ”miserabiliste” che utilizzano scarti di materiali in decomposizione, avanzi, metalli, fino alle nature morte di costruzione più complessa che si rifanno al classico tema della vanitas, con ossa e teschi di uomini e animali, insieme a frutti, fiori ed altri elementi compositivi.

adnkronos.com

“Family Gardens” Editorial

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“Family Gardens” è un editoriale di moda nato da un’idea precisa e dalla collaborazione tra me, Paolo Santambrogio, il fotografo, e Vittoria Cerciello, la fashion editor.
Da tempo avevo in mente di realizzare una storia con i turbanti, ne ho parlato con Paolo che mi ha proposto di utilizzare i fiori; gli piaceva l’idea di vedermi “emergere” da fiori di vario genere.
Abbiamo coinvolto Vittoria, portandole degli esempi. A lei è piaciuta subito questa prima idea di partenza e ha suggerito di citare, di ispirarsi a “Grey Gardens” il celebre docu-film di Albert e David Maysles (1975) su una porzione della vita di Edith Bouvier Beale e Edith Ewing Bouvier Beale, rispettivamente le strampalate cugina e zia di Jaqueline Kennedy Onassis.
Trovata la location, una villa fanè dell’800 con uno splendido giardino all’italiana, abbiamo così cercato di trasformare, anche con l’aiuto della make-up artist Masha Brigatti, il mio look, per reinterpretare una sorta di Edith “Little Edie” Bouvier Beale odierna, suggerendo le tendenze moda dell’autunno-invero 2010 e, al tempo stesso, tentando di dare spazio ad una fotografia più libera e “artistica”. Il servizio è stato pubblicato dal mensile “Posh”, nel numero 32 di Settembre. Pubblico qui invece la versione integrale del servizio, completo di tutti gli scatti scelti.

CLICCA QUI E GUARDA IL SERVIZIO IN VERSIONE INTEGRALE