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“Alone” Videoclip un anno dopo…


E’ trascorso ormai un anno dall’uscita del progetto Alone e del suo video. Il giorno dello shooting ha nevicato comecchè e il tempo ha costretto tutta la troupe ad inizare con due ore di ritardo, in un atmosfera magica silenziosa, di calma, di concentrazione, di ispirazione. Ognuno si occupava di ciò per cui era lì. Né urla, né scleri. Work and Inspiration per oltre 10 ore.
Il risultato è stato quanto di meglio avrei potuto desiderare da quel piccolo sogno diventato realtà. Un progetto nato per avere un frammento di bellezza, si è propagato diventando l’estensione di altri sogni convergenti. Ingrandendo il significato di quella stessa bellezza.
Lontano dal troppo, dall’ovvio, dall’adeguarsi. Anarchico e invincibile, senza un piano preciso, se non quello di dare senza pretendere in cambio. Una magia piccola ed unica della quale sono tanto orgogliosa.
Così, a distanza di un anno, ringrazio tutte le persone, i professionisti che vi hanno preso parte e, con il loro peculiare talento e capacità, mi hanno aiutato a realizzare questo piccolo sogno di meraviglia, immagini e musica.
Ringrazio anche chi, come me, lo ha amato e capito.

Paola Iezzi

La regia del video è di Paolo Santambrogio, il direttore della fotografia Alessandro Pavoni e il montatore Stuart Greenwald. Il video è stato nelle nomination come miglior videoclip dell’anno sia al PVI (Premio Videoclip Italiano, sezione indipendenti) sia al PIVI (Premio italiano videoclip indipendenti). La produzione, così come il concept, sono di Paola Iezzi e di Paolo Santambrogio; infatti si è trattato di una produzione indipentente, dove tutti i collaboratori hanno lavorato “a progetto” con entusiasmo e passione. In un momento in cui il mercato della musica vive la sua crisi più dura, che sta mettendo in discussione la sopravvivenza stessa degli artisti e delle canzoni, il clip rappresenta spesso un costo non “giustificabile” nel contesto di una produzione discografica, soprattutto se richiede mezzi e risorse non indifferenti e l’ambizione sia quella di creare un prodotto non meramente commerciale, come in questo caso; ma per me come per altri artisti, che in questo lavoro credono e impegnano ogni energia dover rinunciare all’apporto visivo diventa molto difficile. Per questo credo che la strada sarà, come lo è stata in questo caso, sempre più la produzione indipendente, in cui teams di lavoro leggeri e con professionisti di alto livello si ritrovano per collaborare e sperimentare su progetti comuni e stimolanti. Un vero e proprio momento di ricerca artistica ed espressiva, proprio come è stato per Alone.


Le foto del backstage sono di Kia Giannoni, il video di backstage invece è girato da Angelo Ghidoni.

Hallowood Circus Party 2009 – Milano

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Milano, 31 Ottobre, Halloween. Tutti al meraviglioso party di Giampaolo Sgura, Miguel Marnau e Marco Braga. Il tema…udite udite… è IL CIRCO… e quindi… libero sfogo alla fantasia. Perché il circo non è niente altro se non la materializzazione del sogno, dell’onirico. E’ l’ambiente dei visionari, dei poeti, degli acrobati, dei romantici.hallowood2hallowood3Di coloro che vivono la vita sospesa a mezz’aria tra ciò che è reale e ciò che puoi solo sognare, esattamente come fa un trapezista, esattamente come un equilibrista, come “l’uomo che cammina sui pezzi di vetro” o “la donna cannone”, come il domatore di leoni, o la ballerina, il sollevatore di pesi, come gli animali agghindati con berretti, accessori e paramenti (e dunque sogno anche loro) o come il tiratore di coltelli e la sua bellissima donna come tirassegno vivente,come il presentatore o i clown, i pierrot, come i nani che, esclusi da una  società che non accetta la diversità, diventano speciali nel senso più alto del termine, e trovano il loro senso nell’espressione artistica che il circo rappresenta.
Tutto l’ideale, tutto l’impossibile e dunque… ”Venghino siorre e siorri, venghino al zircoooo!” in un turbinare di crinoline, maschere, parrucche,carte da gioco, evoluzioni, pop corn, barboncini giganti su pattini a rotelle, majorettes, donne barbute, uomini sui trampoli,musica, un po’ di assenzio e polvere di stelle, ecco materializzarsi a Milano, in via Mecenate, la rutilante meraviglia di “Hallowood”, il circo di un anno, il 2009, che finalmente termina. Un anno di crisi, di sofferenze, di cataclismi e di… sottrazione. E naturalmente e, come sempre, la sottrazione aumenta il desiderio del sogno e riavvicina quest’ultimo agli uomini. Lo rende quasi tangibile, così, la fantasia, un po’ ottenebrata, messa da parte, quasi snobbata, immancabilmente si riaccende più viva che mai.
Perché il circo è in tutti noi. Il circo non si dimentica.
Questo siamo stati il 31 ottobre ad Hallowood il “non luogo” del “tutto possibile” 😉

Il mio make-up è opera di Letizia Maestri, lo styling di Ivo Bisignano;
le foto sono prese da Facebook

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