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	<title>paolaiezzi.com &#124; box for creativity &#124; a free &#34;blog&#34; place by paola iezzi &#187; Projects Published</title>
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	<description>Paola iezzi è conosciuta per essere “la mora” del duo di sorelle cantanti e produttrici Paola&#38;Chiara. Da sempre grande appassionata di arti visive in generale ed in particolare al connubio tra arte visiva e moda, che ha sempre costantemente affiancato al suo ruolo di artista musicale. Da queste passioni e da queste esperienze nasce “paolaiezzi.com – box for creatitvity”; un luogo dove trovano spazio progetti creativi di arte, fotografia, moda, musica, design, web ed altro. &#124; Paola Iezzi is known for being the &#34;darked haired sister&#34; of the singing duo and producers of Paola&#38;Chiara. She has always been very passionate about the visual arts in general, and in particolar the ties between visual art and fashion, that has always played its part as a musical artist. From this passion and experience is born &#34;paolaiezzi.com-box for creativity&#34;; a place where you can find space for creative art, photography, fashion, music, design, web and other projects.</description>
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		<title>È morto Irvin Penn</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Oct 2009 21:41:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paola iezzi</dc:creator>
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Il fotografo statunitense Irving Penn (nella foto), famoso per le eleganti immagini di moda e per i ritratti in bianco e nero e soprattutto per le nature morte apparse su &#8216;Vogue&#8217;, è morto ieri, 7 Ottobre 2009, nella sua casa di New York all&#8217;età di 92 anni.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-154" title="penn1" src="http://www.paolaiezzi.com/wp-content/uploads/2009/10/penn1-150x150.jpg" alt="penn1" width="150" height="150" /><br />
Il fotografo statunitense Irving Penn (nella foto), famoso per le eleganti immagini di moda e per i ritratti in bianco e nero e soprattutto per le nature morte apparse su &#8216;Vogue&#8217;, è morto ieri, 7 Ottobre 2009, nella sua casa di New York all&#8217;età di 92 anni.<br />
L&#8217;annuncio della scomparsa è stato dato congiuntamente dall&#8217;amico Peter MacGill, che era anche il suo agente, e dal fratello, il regista Arthru Penn.<br />
Il fotografo fu sposato per 42 anni con la modella Lisa Fonssagrives, che fu suo soggetto di scatti di sofisticata bellezza fino alla morte avvenuta a 80 anni nel 1992. Il gigante della fotografia americana, come è stato definito, si affermò a 26 anni come assistente di Alexander Liberman per &#8216;Vogue&#8217;, rivista per la quale realizzò numerose copertine, fra cui la prima in still-life (natura morta) a colori per il numero dell&#8217;ottobre 1943. <img class="alignright size-thumbnail wp-image-156" title="penn3" src="http://www.paolaiezzi.com/wp-content/uploads/2009/10/penn3-150x150.jpg" alt="penn3" width="150" height="150" />Dopo la Seconda guerra mondiale, Penn lavorò ininterrottamente per la rivista realizzando ritratti, foto di moda e nature morte con cui ha definito un nuovo &#8221;visual style&#8221; e lanciato l&#8217;estetica &#8221;less is more&#8221;, cioè più si sottrae da un&#8217;immagine più essa può risaltare efficace e suggestiva. Penn ha scattato anche alcune delle foto-icone degli anni Sessanta, come quelle dedicate alla Beat Generation e alla &#8221;Summer Love&#8221; del 1967. Sempre a quell&#8217;anno risale la celebre foto in cui sono in posa i motociclisti della gang &#8221;Hell&#8217;s Angels&#8221;, realizzata in uno studio di San Francisco nel 1967.<br />
Insieme a Richard Avedon, Penn è stato l&#8217;altro grande fotografo di moda del secondo dopoguerra (famose i suoi scatti per Marisa Berenson), a cui si ispirò anche il regista Michelangelo Antonioni per il protagonista principale del film &#8216;Blow-up&#8217;. Tra i suoi tanti ritratti di vip, spiccano quelli di Edmund Wilson, W. H. Auden, Spencer Tracy, Joe Louis e Duchessa di Windsor. Penn contribuì anche a far fare il loro ingresso sulle pagine di &#8216;Vogue&#8217; a intellettuali e artisti come Willem de Kooning, Isamu Noguchi, Pablo Picasso e Italo Calvino. Le prime immagini Irving Penn e quelle successive dedicate al mondo della moda furono realizzate senza l&#8217;uso di elaborati espedienti tecnici, ma solo con l&#8217;ausilio di un fondale di carta e con la più semplice illuminazione possibile: fu proprio per questo che risultarono dei capolavori, riuscendo a legare in modo indistinguibile lo spirito della modella con l&#8217;abito che indossa. <img class="alignleft size-thumbnail wp-image-183" title="penn2" src="http://www.paolaiezzi.com/wp-content/uploads/2009/10/penn2-150x150.jpg" alt="penn2" width="150" height="150" />Negli ultimi trent&#8217;anni Penn si è concentrato su ritratti a carattere etnografico, su nudi e studi sul colore, in particolare quello dei fiori. Penn può vantare la più lunga collaborazione con le testate della casa editrice Condé-Nast, che pubblica tra le altre riviste &#8216;Vogue&#8217;. A partire dal 1985 lavorò anche per &#8216;Vanity Fair&#8217;.<br />
Irving Penn è considerato uno dei massimi rappresentanti del XX secolo di un genere di lunga e illustre tradizione come la natura morta, lo &#8216;&#8217;still life&#8221;. Il fotografo è sempre stato attento per prima cosa a stabilire una precisa distanza dal soggetto fotografato. Fisica e psicologica, che si tratti di fotografare attori, poeti, modelle, frutta o mozziconi di sigaretta.<br />
I suoi soggetti sono sempre sistemati dentro spazi chiusi, stretti, a volte angoli di pareti costruite per l&#8217;occasione. Mai in esterni. Ne risulta un senso di calma concentrazione, e di claustrofobia. Il personaggio è come fisicamente limitato, ma i limiti spaziali per contrasto rendono palpabile la sua energia. I soggetti raffigurati nelle nature morte vanno dagli oggetti della pubblicità (come la serie &#8221;minimalista&#8221; dedicata ai prodotti cosmetici realizzata per Clinique tra gli anni Sessanta e Settanta), ai cibi (reinventati per i servizi redazionali di &#8221;Vogue&#8221;), agli animali morti ai quali il consumo impone nuove forme, ai materiali trovati per la strada (noti i suoi mozziconi di sigarette degli anni Settanta). A nature morte &#8221;miserabiliste&#8221; che utilizzano scarti di materiali in decomposizione, avanzi, metalli, fino alle nature morte di costruzione più complessa che si rifanno al classico tema della vanitas, con ossa e teschi di uomini e animali, insieme a frutti, fiori ed altri elementi compositivi.</p>
<p style="text-align: right;"><em>adnkronos.com</em></p>
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		<title>&#8220;Family Gardens&#8221; Editorial</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Sep 2009 14:49:34 +0000</pubDate>
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“Family Gardens” è un editoriale di moda nato da un&#8217;idea precisa e dalla collaborazione tra me, Paolo Santambrogio, il fotografo, e Vittoria Cerciello, la fashion editor.
Da tempo avevo in mente di realizzare una storia con i turbanti, ne ho parlato con Paolo che mi ha proposto di utilizzare i fiori; gli piaceva l&#8217;idea di vedermi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-139" title="gardens09" src="http://www.paolaiezzi.com/wp-content/uploads/2009/09/gardens091-300x194.jpg" alt="gardens09" width="300" height="190" /><img class="alignright size-medium wp-image-671" title="family2" src="http://www.paolaiezzi.com/wp-content/uploads/2009/09/family2-211x300.jpg" alt="family2" width="180" height="250" /><br />
“Family Gardens” è un editoriale di moda nato da un&#8217;idea precisa e dalla collaborazione tra me, <a href="http://www.paolosantambrogio.com" target="_blank">Paolo Santambrogio</a>, il fotografo, e Vittoria Cerciello, la fashion editor.<br />
Da tempo avevo in mente di realizzare una storia con i turbanti, ne ho parlato con Paolo che mi ha proposto di utilizzare i fiori; gli piaceva l&#8217;idea di vedermi &#8220;emergere&#8221; da fiori di vario genere.<br />
Abbiamo coinvolto Vittoria, portandole degli esempi. A lei è piaciuta subito questa prima idea di partenza e ha suggerito di citare, di ispirarsi a &#8220;Grey Gardens&#8221; il celebre docu-film di Albert e David Maysles (1975) su una porzione della vita di Edith Bouvier Beale e Edith Ewing Bouvier Beale, rispettivamente le strampalate cugina e zia di Jaqueline Kennedy Onassis.<br />
Trovata la location, una villa fanè dell&#8217;800 con uno splendido giardino all&#8217;italiana, abbiamo così cercato di trasformare, anche con l&#8217;aiuto della make-up artist Masha Brigatti, il mio look, per reinterpretare una sorta di Edith “Little Edie” Bouvier Beale odierna, suggerendo le tendenze moda dell’autunno-invero 2010 e, al tempo stesso, tentando di dare spazio ad una fotografia più libera e “artistica”. Il servizio è stato pubblicato dal mensile &#8220;Posh&#8221;, nel numero 32 di Settembre. Pubblico qui invece la versione integrale del servizio, completo di tutti gli scatti scelti.</p>
<p style="text-align: right;"><strong><a href="http://www.paolaiezzi.com/galleries/familygardens.html" target="_blank">CLICCA QUI E GUARDA IL SERVIZIO IN VERSIONE INTEGRALE</a></strong></p>
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